12 MARZO - 2 APRILE



Giudici di Gara:

BlackRomance
Soothe
ComeVorrei

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I PREMIO:


Lavoro in gara n° 02: PRINCIPE

Autore: MiddleMoonLight

Totale: 25

 

 

Scorgo il lume della tua soave stanza

Penetrare le profondità notturne

Non imprecare contro il sonno

Ma chiudi gli occhi e addormentati.

Sogna.

 

 

 

Il sogno blu di luce soffusa

si specchia in interminabili gesti di ripresa.

Tempo senza tempo governa inesorabile l’ascesa.

Sporco terriccio da seppellire,

smorza candela stanca.

Flebile luce, bagliore incandescente,

affiancati a me e mai permetti tempesta.

 

 

 

Sublimi lacrime, del sogno nel sogno,

trascorso senza reale concezione del vissuto.

Il Sogno del sogno, che si appresta a scomparire

e diviene reale accanto ad ogni nota.

Bagliori colorati di mistica precognizione,

per il sogno che giaceva negli occhi,

vibrava calde e semplici visioni.

 

 

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II PREMIO:


Lavoro in gara n° 01: SOGNO D’AMORE

Autore: Alinik

Totale: 21

Si svegliò all’improvviso, rendendosi conto di essersi addormentato sulle coperte del suo letto senza essersi messo il pigiama. Nel farlo, si vide nello specchio della sua camera, e si fermò a pensare. Quel giorno era stato felice, nonostante la stanchezza, era felice. Non trascorreva un giorno così da quanto si era innamorato, da quel giorno il mondo gli era caduto addosso, aveva capito che quella ragazza era tutto per lui, aveva capito come era fatta dentro, come, nonostante sia bella e simpatica, dentro soffriva molto. Ogni volta che la guardava voleva piangere e ogni volta che lei gli parlava voleva morire.

Non faceva che pensare a lei, non riusciva più a studiare, a mangiare, a fare sport, l’unica cosa che da un po’ di tempo riusciva a fare era scrivere poesie, senza mai distogliere il pensiero da lei. Nelle sue poesie la citava sempre, lo faceva continuamente, a volte scriveva più poesie al giorno, altre volte impiegava molto di più a scriverne altre. In quest’ultimo periodo era a corto di idee, anche perché si era reso conto che, a furia di pensare alla sua amata, aveva trascurato la scuola, e aveva ricominciato a studiare. Ma non distoglieva mai il pensiero da lei, anche se rideva o piangeva pensava sempre a lei, la sua unica ragione di vita. Avrebbe dato di tutto pur di avere un suo abbraccio per poter piangere nelle sue braccia mentre le confessava tutto quello che provava, quanto anche lui stava soffrendo per lei in silenzio. Non chiedeva di fidanzarsi con lei, cosa che avrebbe fatto qualunque ragazzo ,anche perché secondo lui le chiedeva troppo, infondo non si considerava molto carino, a lui sarebbe bastato anche solo un abbraccio per renderlo felice, visto che a volte neanche lo salutava. Aveva cercato di avvicinarsi a lei, ma da quando lo aveva fatto aveva cominciato ad avere paura di diventare suo amico, e quindi se avesse scoperto il suo amore per lui sarebbe finito tutto. Aveva fatto anche qualche errore pur di starle vicino, ma non aveva rimpianti, non ne aveva mai avuti. Sapeva anche che poteva finire tutto con due sole parole, ma non aveva il coraggio, era sempre stato molto timido con le ragazze, e un gesto di quel tipo avrebbe richiesto troppo coraggio per lui, nonostante la grande voglia di confessarle tutto. Le sue poesie erano ammirate dai suoi amici, ma lui non le trovava molto belle, pensava che fossero solo lamenti della sua anima, come un bambino che vuole a tutti costi un gelato, ma non poteva farci niente, era più forte di lui. Spesso si immergeva in veri e propri sogni ad occhi aperti mentre era incantato a guardarla, ed era in quel modo che solitamente scriveva poesie. Qualcuno gli aveva anche chiesto di pubblicarle, di farle leggere ad un pubblico più vasto e più maturo, ma per lui non faceva differenza, a lui interessava solo il giudizio della sua amata, lui non era altro che il figlio dell’annunciatrice dell’inestimabile, che andava in cerca di un tesoro con una spada e uno spartito, pronto al sacrificio pur di amare la sua donna. Guardandosi nello specchio si rese conto del motivo per cui non era molto attraente per le donne, non era molto robusto ed era un po’ basso, cosa che di sicuro avrebbe fatto segno nel pregiudizio di una ragazza, ma lui odiava i pregiudizi, si ripeteva sempre una famosa frase di Einstein:" è più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo". In quella giornata era stato particolarmente vicino a lei, aveva potuto sentire il suo profumo, ammirarne la dolcezza dei movimenti, ma sentiva sempre che soffriva dentro, che stava male. Era felice perché aveva scherzato con lei, avevano parlato, era anche in un momento riuscito a dimenticarla, ma come se ne accorse, si arrabbiò con se stesso, non volevo smettere di pensarla, perché senza di lei si rifiutava di vivere. Pensando a lei, mentre si metteva il pigiama, gli venne in mente una poesia, e subito se la scrisse nella mente.

"La sua bellezza non appartiene neanche ai cieli divini.

La sua dolcezza non è degna del cibo degli dei.

Se gli angeli la vedessero,

pregherebbero il Signore in lacrime

di strappargli le ali e farli diventare mortali.

Neanche la morte potrebbe distoglierla dalla mia mente,

soltanto Lei,

con la sua voce più soave del canto delle sirene,

può salvarmi da me stesso."

Era la sua descrizione, chiunque fosse stato puro di cuore e avesse letto quella poesia avrebbe capito che era lei la donna ad essere descritta. Era felice della sua nuova poesia. Si mise sotto le coperte e, senza sapere il motivo, gli venne in mente le parole che disse Casanova sul punto di morte:" Ho vissuto da filosofo, adesso muoio da cristiano." Chiuse gli occhi con una lacrima che gli scendeva sulla guancia, sperando con tutto il cuore che il suo amore fosse in qualche modo prima o poi ricambiato.

 

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II PREMIO:


Lavoro in gara n° 04: (no title)

Autore: Asia256

Totale: 21

 

"Il battito del cuore sfiora una vertigine mai raggiunta. Riesco a stento ad aprire le palpebre. Dalla fessura che riesco ad aprire filtra un sogno.

Sono io, immersa in un mondo bagnato di sole. Sorrisi mi circondano, pane quotidiano. L'amore è il mio ossigeno, aria che respiro. Non ci sono problemi, non ci sono dolori, non c'è nulla: sono sospesa tra il tutto e il nulla, in quella condizione inimmaginabile dove tutto è lecito, anche il desiderio più irrealizzabile.

Mi giro intorno ed è un capogiro. Vivo al momento pezzi di esistenza in una folle alternanza, dettata dal battito del mio cuore.

Batte. Batte .Corre, non smette. Gli sguardi sono cieli, le stelle i pensieri, il vento le mani. Rincorro pensieri, ovvero semplici estrazioni di radici di flussi di coscienza quotidiani.

Piccoli avvenimenti segnati da parole. Attimi da lettere. Sensazioni da pause.

Realtà assurda. Si rovesciano i ruoli: agnello mangia lupo, bene vince il male. Il dolore è una carezza, anzi, non esiste. Non c'è regola o teorema: tutto viene vissuto, carpe diem regna. Altro che Costituzione. Correttezza o scorrettezza, nessuno ci fa caso! Tutto è lecito.

Confusione. Profusione di illusione. Le vocali si fondono a consonanti. Lingue sconosciute, ma comprensibili. Persone sconosciute, ma amiche. Alleanze nate dalle scorrettezze. Tutto è assurdo, ma con filo logico.

Tutto è lecito. Tutto ha logica. Tutto è incontestabile. Si abbassa la testa e ci si crede, fino in fondo, con una speranza incredibile, lo zenith dell'ottimismo.

E poi mi sveglio. Il freddo della vita mi stringe i polmoni. Zaffate d'aria fin troppo reale.

E' il mattino. Il ritorno dal viaggio che non c'è. Il viaggio che ognuno di noi vorrebbe fare ad occhi aperti.

Il sogno. Dove tutto è lecito."

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III PREMIO:


Lavoro in gara n° 03: IL SOGNO

Autore: Alinik

Totale: 19

 

Dormivi lì,

fra lo scorrere naturale dei tasti di quel pianoforte

distesa tra due semitoni.

 

Con le labbra baciavi un'alterazione

con i capelli profumavi l'avorio freddo,

 

ed io cercavo di avvolgerti nella morbidezza di quel sogno mattutino,

di quelle corde spezzate dal desiderio di non volerti non amata.

 

Ma lo stesso sogno mi svegliò da un incubo d'amore,

con la testa sull'avorio

e una lacrima su una alterazione.

 

 



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